mercoledì, Settembre 9, 2026

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Norme e regolamenti per il DOGSUP

Secondo il nuovo codice della nautica da diporto (Decreto legislativo 3 novembre 2017 n. 229) lo Stand Up Paddle è un’unità da diporto, definizione in cui ricade ogni costruzione di qualunque tipo e con qualunque mezzo di propulsione destinata alla navigazione da diporto. Nello specifico l’articolo 3 lettera g) lo include tra i natanti da diporto.

Natante da diporto: si intende ogni unità a remi ovvero con scafo di lunghezza pari o inferiore a dieci metri, […] con esclusione delle moto d’acqua.

Il SUP si può muovere entro limiti precisi di distanza dalla costa:

Art. 27 comma 3, lettera c) del Dlgs 171/05 (Codice della nautica da diporto) modificato dall’articolo 20 del Dlgs 229/17 (revisione codice della nautica da diporto):

Possono navigare entro un miglio dalla costa i natanti denominati jole, pattini, sandolini, mosconi, pedalò, tavole autopropulse o non autopropulse e natanti a vela con superficie velica non superiore a 4 metri quadrati, canoe, kayak, nonché gli acquascooter o moto d’acqua e mezzi similari.

Un miglio nautico equivale a 1.852 metri. Sembrano pochi, ma quando vi trovate sul SUP a due chilometri dalla costa state navigando in mezzo al mare su un guscio di noce. Se volete allontanarvi così tanto fatelo a ragion veduta. Per le imbarcazioni siete un puntino nel blu, se c’è il sole basso sull’orizzonte controluce diventate invisibili. Non date per scontata la cauta navigazione di chi va per mare.

A un miglio dalla costa svaniscono tutti gli usuali punti di riferimento “da spiaggia” (ombrelloni, chioschi etc), l’orientamento richiede un cambio di mentalità e la  capacità di individuare punti cospicui lungo la costa (fari, moli, campanili, promontori etc); la perdita della pagaia è un problema grave; un repentino cambio delle condizioni meteo può rendere il rientro un’odissea. Non è una distanza da sottovalutare.

Ulteriore approfondimento: per un natante generico che naviga entro 300 metri dalla riva il codice della nautica non prevede dotazione di sicurezza particolari. Tra 300 metri e un miglio dalla costa e nei fiumi è obbligatorio un salvagente anulare con 30 metri di sagola e il giubbotto di salvataggio da 100 Newton di galleggiabilità. Prendendo alla lettera la tabella delle dotazioni di bordo obbligatorie dovremmo essere dotati di una “sassola”, paletta che si usa per per svuotare l’imbarcazione dall’acqua, ma il SUP non si riempie d’acqua come una barca. Anche l’obbligo dell’estintore è fuori luogo perché non abbiamo motore e combustibile infiammabile. Il problema è che ad eccezione dell’estintore a livello di dotazioni di sicurezza per la norma non esiste differenza tra uno stand up paddle da dieci chilogrammi e un gommone a motore da 7 metri. Le dotazioni sono obbligatorie in funzione della distanza dalla costa, non della tipologia di natante. Come si può trasportare un salvagente anulare sul SUP? A cosa ci serve un giubbotto galleggiante da 100 Newton di galleggiabilità se pagaiando è impossibile tenerlo indossato per il suo ingombro? Se cadessimo in acqua il giubbotto galleggiante rimarrebbe inutilmente sotto i portamateriali elastici. Vista l’impossibilità di caricare alcuni dispositivi sulle nostre piccole imbarcazioni, la prudenza impone di indossare un aiuto al galleggiamento quando ci si allontana dalla riva, equipaggiamento abituale di chi si muove in mare e fiumi con canoa e kayak. Gli aiuti al galleggiamento sono giubbotti che si differenziano dal giubbotto di salvataggio vero e proprio perché hanno una spinta idrostatica inferiore (50 Newton) e sono identificati da un pittogramma specifico. La loro forma ergonomica dà libertà di movimento e permette di  indossarli e pagaiare agevolmente. Sono studiati per un utilizzo sportivo-ricreativo per chi è già in grado di nuotare e può ricevere velocemente soccorso. Approfondiremo il discorso giubbotto galleggiante con un articolo specifico, con tutti i riferimenti normativi. 

La Capitaneria di Porto può imporre limiti più restrittivi di quanto prevede il codice, nella propria ordinanza di regolamentazione del diporto nautico. Per questioni di sicurezza ad esempio può decidere che le tavole, canoe etc. non possano andare oltre tot  metri da riva. In altri casi invece si uniforma al codice della nautica di diporto. Informatevi presso la Capitaneria di Porto competente per il compartimento marittimo in cui vi trovate se ci sono regolamenti locali per la pratica dello stand up paddle, eviterete qualsiasi contestazione in caso di controllo da parte della Guardia Costiera.

Durante la stagione balneare (solitamente dal primo maggio al 30 settembre) inoltre entra in vigore l’ordinanza di sicurezza balneare della Capitaneria di Porto che dà le direttive per la navigazione con il SUP all’interno della zona di mare riservata alla balneazione, delimitata da gavitelli rossi/arancioni lungo la costa. L’ampiezza di questa fascia balneare dipende dalla morfologia della costa e può variare dai 100m di fronte alle scogliere della Liguria ai 300m delle spiagge di Viareggio. Consultate sul sito internet della Capitaneria di Porto – Guardia Costiera l’ordinanza di sicurezza balneare locale per sapere in quale zona potete pagaiare senza incontrare traffico nautico a motore. In particolare durante il pieno della stagione estiva evitate di avventurarvi oltre le boe, il traffico nautico in certi giorni è così elevato da diventare una potenziale fonte di incidenti.

Nei laghi esistono regolamenti locali simili alle ordinanze della Capitaneria di Porto che sono emessi dalla Regione o dal Comune in cui ricade lo specchio d’acqua. Leggerli è il primo fattore per pagaiare in sicurezza.

Per finire parliamo della normativa che riguarda il DogSup. L’accesso alle spiagge con il vostro amico peloso è competenza del sindaco. Il vostro ingresso in spiaggia è subordinato all’ordinanza balneare del comune, che è diversa da quella della Capitaneria di Porto. Durante la stagione balneare sarà obbligatorio accedere all’acqua da una spiaggia con libero accesso ai cani. Ci sono comuni che permettono l’accesso in spiaggia ma non l’ingresso in acqua… inutile dire che per me è pura follia e in un posto del genere non mi vedranno mai… ma questa è l’Italia. Vista la galassia di comuni che costellano le nostre coste è impossibile dare una “normativa tipo” ed è possibile immaginarla solo in quelle regioni in cui sia emessa una ordinanza balneare regionale (come la Sardegna e poche altre) a cui i sindaci devono scrupolosamente attenersi. Un devoto pellegrinaggio informativo presso la polizia municipale locale sarà la prima tappa delle vostre escursioni estive al mare.

Valutate la libertà del mare fuori stagione: non è in vigore l’ordinanza del sindaco, non ci sono bagnanti in spiaggia e in acqua che si lamentano, non c’è traffico nautico e in mare sarete solo voi con il vostro cane. Perché non approfittarne? 

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