SUP a Trieste: obbligatori leash e giubbotto galleggiante
È stata da poco emanata dalla Capitaneria di Porto di Trieste l’ordinanza n.60 del 27/07/2023 che regolamenta l’utilizzo del SUP nel proprio Circondario Marittimo.
La grande diffusione dello Stand Up Paddle non poteva che portare ad una sua regolamentazione. A questo link potete trovare il testo completo dell’ordinanza.
Vediamo i due punti più rilevanti:
- È fatto obbligo di dotarsi di idoneo laccio elastico, c.d. leash, tale da mantenere la tavola vincolata alla caviglia anche in caso di caduta;
- È fatto obbligo di indossare idoneo ausilio al galleggiamento qualora si navighi all’esterno dell’area riservata alla balneazione;

Il leash è sempre obbligatorio. Il giubbotto galleggiante è obbligatorio qualora si navighi all’esterno dell’area balneare. L’area balneare per ordinanza della CP di Trieste che potete leggere a questo link è così stabilità:
- 200 metri dalle spiagge (o dalle coste basse)
- 100 metri dalle coste a picco
L’obbligo del giubbotto galleggiante è quindi più restrittivo di quello generale vigente in Italia che lo prevede navigando oltre i 300 metri da riva (ne abbiamo parlato approfonditamente in questo articolo)
È probabilmente la prima ordinanza in Italia che regolamenta chiaramente l’utilizzo del SUP, segno che la diffusione di questo sport ha spinto la Capitaneria di Porto a dettagliare tratti di mare, orari, condizioni meteomarine e dotazioni necessarie per navigare con lo Stand Up Paddle. L’ordinanza ha valore nel Circondario Marittimo di Trieste, ma potrebbe essere presa come esempio da altre Capitanerie di Porto in futuro.

Quando si tratta di sicurezza è giusto essere attenti al particolare ma è sbagliato che ogni capitaneria se pur nel loro diritto creino confusione, ci vuole un decreto nazionale è così e basta, non bisogna creare dubbi.