SUP in inverno: parliamo della muta
Lo stand up paddle è visto come attività prettamente estiva ma è praticabile tutto l’anno. Basta indossare la muta adatta. Si pagaia in inverno non solo al mare, ma anche nei laghi.
Le mute accompagnano l’attività di moltissimi sport acquatici: immersione con autorespiratore, apnea, nuoto, surf, vela, windsurf, SUP ecc.
Parliamo di mute umide (wetsuit) lasciando la descrizione e utilizzo delle mute stagne da SUP (drysuit) ad un prossimo articolo.

Le mute umide prendono questo nome perché la termicità è demandata al riscaldamento del sottile film d’acqua interposto tra pelle e muta. Maggiore è lo spessore della muta e maggiore sarà l’isolamento termico. Minore è il ricambio d’acqua maggiore sarà la termicità.
Le mute umide sono realizzate in neoprene, una gomma sintetica inventata quasi 100 anni fa dalla stessa ditta che ha rivoluzionato silenziosamente la nostra vita con Nylon, Teflon, Kevlar, Lycra, Nomex e molti altri materiali che trovate ovunque, dalla padella antiaderente ai completi ignifughi dei vigili del fuoco.
Il neoprene è una gomma che ingloba al suo interno piccolissime bolle d’aria che assicurano l’azione termoisolante.
La superficie esterna della muta può essere foderata (maggiore resistenza) o liscia (maggiore elasticità e rapida asciugatura). Il neoprene liscio è tipico delle mute da apnea e nuoto, assicura grande scorrevolezza in acqua, libertà di movimento e asciugandosi subito non sottrae calore al corpo fuori dall’acqua. Purtroppo il neoprene liscio è molto delicato e va trattato con la conseguente attenzione.
Anche l’interno della muta può essere sfoderato (in gergo si dice neoprene “spaccato”) o foderato. Il neoprene spaccato mette a contatto della pelle le microbolle d’aria che si comportano come ventose minimizzando lo scambio d’acqua con l’esterno e massimizzando termicità, morbidezza ed elasticità. È molto diffuso tra le mute da apnea e ha un unico difetto: la muta in spaccato va indossata dopo averla bagnata ed essersi bagnati con acqua saponata. In alternativa va indossata direttamente in acqua, cosa raccomandabile solo in estate.
Le combinazioni di neoprene esterno/interno che troverete in commercio quindi sono:
- Muta in neoprene liscio/spaccato e foderato/spaccato (apnea e pesca)
- Muta in neoprene liscio/foderato (nuoto in acque libere e mute sottili da apnea)
- Muta in neoprene bifoderato (immersione sportiva con bombole, surf, snorkeling, soccorso ecc.)
Nel SUP dovendo bilanciare praticità, termicità e resistenza la scelta cadrà su una bifoderata, possibilmente tra quelle da surf che sono già preformate pensando all’utilizzo dinamico delle braccia.
Ho iniziato a praticare il SUP usando mute da apnea: è stata la soluzione più immediata perché le avevo già, ma non la più comoda.
La fodere interne/esterne non sono tutte uguali, ci sono quelle molto elastiche (superstretch) che garantiscono ottima mobilità e quelle molto economiche, che ti sembra di indossare una scatola di cartone (la grammatica italiana non è perfetta ma la sensazione sì). La mobilità delle braccia è un fattore chiave in uno sport in cui si pagaia, come nel nuoto. Una muta di elevata qualità con fodera molto elastica si adatta al corpo vestendo come un guanto e garantisce maggiore termicità a parità di spessore oltre che un comfort superiore.


Lo spessore delle mute umide viene indicato in millimetri e va da 1mm a 9mm.
Le più diffuse mute da surf per la mezza stagione hanno spessore differenziato 3/2mm (3mm su torace e addome, 2mm per braccia e gambe), le mute invernali 4/3mm o 5/4mm.

Le condizioni migliori per il SUP invernale sono mare calmo e assenza di vento, situazione spesso associata a giornate soleggiate; dovendoci proteggere da una caduta estemporanea in acqua pagaieremo senza problemi con una 3/2 e calzari in neoprene. Paddler che patiscono molto il freddo indosseranno una muta più spessa 4/3. Nei laghi dell’Italia settentrionale l’acqua e l’aria sono più fredde quindi in pieno inverno serve una muta adeguata e la 3/2 è una muta da mezza stagione. Navigando in SUP con i nostri cani nei laghi piemontesi, nelle fredde giornate invernali ho iniziato con la 5mm, l’eventualità di gestire i cani in acqua e la maggiore probabilità di perdere l’equilibrio imponeva quello spessore del neoprene. Poi con l’allenamento e l’abitudine le cadute sono diminuite e di conseguenza anche lo spessore della muta.
Le mute intere sono la soluzione più pratica per il principiante, per chi rischia di cadere in acqua frequentemente. In primavera e autunno può bastare la mezza muta (shorty) molto diffusa per lo snorkeling oppure la maglia in neoprene da abbinare al costume.

Il neoprene però ha un difetto: non è traspirante.
Ad eccezione del SUP Wave in cui le cadute sono frequenti il SUP è uno sport che si pratica fuori dall’acqua: con una muta troppo spessa ci troviamo fradici di sudore in poco tempo. È necessario trovare il giusto compromesso tra le esigenze di protezione termica e la temperatura di acqua e aria.
Chi ha già sviluppato un buon equilibrio e naviga in SUP in maniera continuativa, chi si allena con una attività aerobica rilevante troverà la muta intera troppo calda: una soluzione molto valida è l’utilizzo del Long John, una salopette da 1,5-3mm che lascia le braccia libere di muoversi, da associare a magliette termiche da cambiare in caso di caduta o a una giacca d’acqua in giornate molto ventilate.
Un’ulteriore soluzione che trovo molto pratica nei laghi con acqua calma dove è molto raro cadere o al mare nelle giornate invernali soleggiate e calde è il pantalone in neoprene da 1,5-2mm da abbinare all’abbigliamento da running per la parte superiore del corpo.

In ogni caso per tutte le soluzioni ibride che prevedono una parte del corpo scoperta, navigando in acqua fredda è importante abbinare l’abbigliamento a un aiuto al galleggiamento anche se navighiamo vicino a riva.
I calzari sono fondamentali: in pieno inverno nei laghi del nord Italia i calzari da 7mm sono garanzia di piedi caldi. Al mare, soprattutto nel centro-sud Italia con temperature più miti bastano calzari più sottili. Nelle mezze stagioni lo spessore del neoprene dei calzari diminuisce come per la muta.
Partite con una muta e state tranquilli che se l’attività vi appassiona nel giro di poco tempo vi troverete a casa con più mute che pantaloni.
