Dogsup test: Starboard Waterline 14’x28″

Un anno di utilizzo, alcune centinaia di chilometri percorsi con e senza cani, per la Starboard Waterline 14’x28″ è tempo di bilanci.

La Waterline è una tavola rigida touring flatwater. In Italia il suo terreno ideale è il lago, nel nord Europa il campo di gioco si amplia a canali e fiumi navigabili, agli arcipelaghi di isole e le profonde insenature marine della Scandinavia, con onde simili a quelle lacustri.

Le dimensioni: Lunghezza 14’0″ – Larghezza 28″ – Spessore 7.4″ – Volume 259 litri

Nella costruzione Carbon Top pesa poco più di 12kg ed è disponibile anche nelle dimensioni 14’x30″ e 12’6″x28″.

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Com’è fatta

Partiamo dal bottom, la faccia nascosta che caratterizza fortemente la Waterline: la prua è affilatissima, dietro il nose la sezione raccorda i due rail svasati con un profilo arrotondato. Il rocker è pressoché nullo.

Il profilo molto affilato del nose è seguito da una sezione convessa che raccorda i due rail svasati

La sezione centrale è piatta, i rail si verticalizzano e portano senza soluzione di continuità fino al tail, dove troviamo la scassa della pinna arretrata, tipica delle tavole touring. Il tail è caratterizzato dalla peculiarità costruttiva della Waterline: un intaglio netto bilaterale convergente dai rail al tail, che riduce la superficie bagnata del bottom. Di fatto è una coda a due livelli, un pintail a contatto con l’acqua e due ali che lo affiancano.

Il “cutwaway”, evidenziato dalla differenza di colore, che caratterizza il bottom della Waterline

Passiamo dal bottom al deck: il generoso portamateriali concavo dotato di elastici alloggia efficacemente borse e zaini. Tra il nose e il portamateriali un inserto FCS permette di montare action cam, un navigatore GPS etc. Nello stesso attacco FCS si inserisce l’attacco a sfera in dotazione compatibile con il sistema RAM Mounts da 1″ (B Size). La valvola di sfiato è automatica.

La standing area è leggermente incassata per aumentare la stabilità abbassando il livello dei piedi rispetto all’acqua. Non siamo di fronte alle tavole “dogout” che vanno per la maggiore nel mondo race: rimane sempre comodo trasportare il SUP dall’ergonomica maniglia. Oltre alla maniglia la Waterline è dotata di una fascia elastica per trasportare il SUP a spalla. Dietro la standing area rivestita dal pad il deck ha una finitura in grip antiscivolo fino al tail. Un elastico portamateriali supplementare aumenta la capacità di carico nell’ampio tail. L’acqua viene drenata rapidamente verso la coda dall’inclinazione del deck.

L’outline è affilato e rastremato nel terzo anteriore della tavola. I rail diventano paralleli all’altezza della standing area. Arrivando alla poppa troviamo le due ali che affiancano il cutaway.

Come va

Silenziosa, scorrevole, la “V” del nose avanza nell’acqua come un coltello affilato.

In acqua piatta non si sente un filetto d’acqua fuori posto, non si percepisce uno splash. Scorrevolezza, silenziosità e direzionalità sono il suo DNA, unitamente ad un’ottima capacità di carico.

Le prime volte che l’ho usata ho detto ma che cazzo succede mi sono dovuto abituare al suo rollio. Non è instabile, è rotonda. La sensazione era estremamente diversa rispetto alla tavola allround rigida con cui pagaiavo (11’2″x30″). Con un paddler diversamente magro del mio peso (77kg) il pintail rimane sempre a filo acqua e le ali laterali non toccano l’acqua. In upwind il nose avanza efficamente nel chop, in downwind leggero si controlla senza problemi.

Il rollio si evidenzia in condizioni di sidewind e sidechop, ma nelle tipiche condizioni da lago quando serve un po’ di stabilità le ali del tail entrano in acqua bloccando l’eccesso di rollio a favore della stabilità.

L’ho portata nel ponente ligure per provarla in un mare poco benevolo. Non ci sono frangiflutti, non ci sono ridossi, l’onda lunga non le crea problemi particolari. L’onda corta di mare vivo si affronta in upwind e downind, con molto chop laterale fa cagare la situazione è poco godibile. Il nose affilato in questo caso non aiuta: non è il nose ampio delle allround né quello voluminoso della tavole allwater che salgono sull’onda sostenendo la tavola e aiutando la stabilità. Non è un SUP nato per il mare e se vivessi in Liguria sarebbe un acquisto sbagliato. Per i laghi alpini è perfetta.

Chiaramente la Waterline non è una tavola race. Vuoi per la larghezza (un vero atleta su una 28″ ci piscia sopra la usa come rimorchiatore), vuoi per lo shape che non è pensato unicamente per essere veloce. Tuttavia si può usare con soddisfazione negli allenamenti.

Da mezza sega ultraquarantenne stagionato che sono ho affrontato alcune gare con la Waterline. Se ti trovi in acqua con dei campioni come mi è capitato alla Alpine Paradise Race e alla GlaGla Race quando tu arrivi loro ti guardano con compassione si sono già fatti la doccia, ma tutto sommato è un’esperienza fattibile.

Con i cani

Visto che da mesi vi frantumo i maroni allieto le giornate con i miei cazzo di cani teneri amici pelosi e ho preso questa tavola anche per loro posso dire che la scelta è stata azzeccata.

Non è una tavola adatta a iniziare, i cani devono essere già abituati a navigare su un gonfiabile. Nonostante la lunghezza devono posizionarsi in punti più precisi rispetto alla libertà di movimento delle allround. Tuttavia i due cinghiali cucciolotti hanno trovato posto in corrispondenza della concavità del portamateriali anteriore e del largo tail posteriore. Il bilanciamento dei pesi rimane molto equilibrato a riprova della natura touring della Waterline.

Con Watson e Curry sulla Waterline la linea di galleggiamento si alza ed entrambe le ali del tail vanno in acqua. La stabilità aumenta quindi all’aumentare del carico. Contemporaneamente aumenta la superficie bagnata e si riduce la velocità massima, ma con due cani sul SUP la stabilità è prioritaria.

Watson appollaiato tra il deck e la concavità del portamateriali
Curry comoda sul tail. Si notano le ali del tail in acqua per l’aumento del carico totale.


Che aggiungere?

Che il rapporto qualità prezzo è molto buono. Ovviamente proporzionato al mercato delle tavole rigide.

THAT’S ALL FOLKS!

Pagaiando con Watson e Curry sulla Waterline

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