L’ormeggio del SUP con la cima a doppino

L’ormeggio con la cima a doppino è una manovra molto diffusa nella nautica. La peculiarità di questo tipo di ormeggio è che entrambi i capi della cima sono legati all’imbarcazione: nel nostro caso al SUP.

L’ormeggio con cima a doppino è applicabile in molte situazioni: paletti, anelli, gallocce, pontili, moli, boe, altre imbarcazioni.

Il vantaggio della cima a doppino è che abbiamo sempre vicino il nodo da sciogliere per liberarci dall’ormeggio.

Vediamo questa manovra applicata ad un gavitello, boa biconica molto diffusa in mare e nei laghi.

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L’unico materiale indispensabile per questa manovra è uno spezzone di cima lungo almeno tre metri da 7-8 millimetri di diametro. La cima in polipropilene galleggiante si adatta bene a questo uso.

L’altro elemento fondamentale è un nodo: la gassa d’amante di cui abbiamo parlato in questo articolo.

I SUP gonfiabili dispongono di molti punti di ancoraggio per i nodi: l’anello sotto il nose, alcuni anelli sul deck e la maniglia di trasporto. I SUP rigidi ne hanno meno, nel mio caso ho creato un punto di ancoraggio usando un anello di cordino applicato al portamateriali.

Se predispongo la cima di ormeggio a inizio escursione legandone un capo all’anello sotto il nose preferisco utilizzare la gassa d’amante ripassata è più solida e non si scioglie mai.

La stessa cima di ormeggio è un guinzaglio di emergenza per legare la pettorina del cane con la gassa se arrivando a terra vi accorgete di aver perso o dimenticato il guinzaglio del cane. Utilizzando il nodo parlato realizziamo anche un collare/guinzaglio di emergenza.

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