Stand Up Paddle: il giubbotto galleggiante è obbligatorio? E quale?

Il giubbotto galleggiante può salvarti la vita! Non è una frase fatta.

Inizio l’articolo con questo video di Alfie, ragazzo di diciassette anni, salvato sulle coste del Galles dalla Guardia Costiera britannica e dall’RNLI di Abersoch (Royal National Lifeboat Istitution). Perso il SUP, ad un passo dall’annegamento è sopravvissuto grazie al giubbotto galleggiante e al telefono nella custodia stagna con cui ha chiamato la Guardia Costiera. Professionalità e tempestività dei soccorsi hanno fatto il resto.

Cosa prevede il codice della nautica di diporto italiano?

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Come abbiamo visto in questo articolo il SUP è un natante da diporto e il giubbotto galleggiante è obbligatorio navigando nei fiumi e oltre i 300 metri dalla costa in mare e nei laghi, salvo regolamenti locali più restrittivi.

Quali requisiti devono rispettare i giubbotti galleggianti, definiti dal codice “Cinture di salvataggio”?

La normativa europea di riferimento per i giubbotti di salvataggio è la EN ISO 12402 che li suddivide in base a caratteristiche tecniche e galleggiabilità espressa in Newton. Ne vediamo tre che troviamo indicati spesso in inglese con la sigla PFD: Personal Flotation Device.

  • EN ISO 12402-3 Cintura di salvataggio (Lifejacket PFD) con galleggiabilità 150 Newton, obbligatorio in Italia per la navigazione oltre 6 miglia dalla costa
  • EN ISO 12402-4 Cintura di salvataggio (Lifejacket PFD) con galleggiabilità 100 Newton, obbligatorio in Italia per la navigazione tra 300 metri e 6 miglia dalla costa
  • EN ISO 12402-5 Aiuto al galleggiamento (Buoyancy Aid PFD) con galleggiabilità 50 Newton, pensato per l’attività sportiva sotto costa, a distanze che permettano un soccorso rapido

L’aiuto al galleggiamento nasce per essere indossato durante l’attività sportiva, è il più diffuso e adatto da usare sul SUP, ma in Italia il Codice non prende in considerazione la specificità dei natanti a remi (SUP, Kayak, Canoa etc) e prevede il giubbotto galleggiante da 100N.

Non esiste una fascia costiera in cui sia chiaramente concesso navigare in regola indossando l’aiuto al galleggiamento da 50N

Pittogrammi identificativi dei giubbotti di salvataggio secondo la norma EN ISO 12402

Andiamo nello specifico delle Ordinanze delle Capitanerie di Porto, riporto dal “Regolamento di disciplina dell’uso delle unità da diporto nel Circondario Marittimo di Sanremo”, articolo 8:

[…]
Requisiti, condizioni divieti e limiti.
1. I natanti da spiaggia possono navigare solo in ore diurne. Qualora si allontanino oltre i trecento metri e fino a un miglio dalla costa è fatto obbligo di tenere a bordo le dotazioni previste dal DM 146/2008 all’art. 54 e nell’allegato V.
[…]

A questo link trovate l’allegato V dell’art. 54 (tabella riassuntiva delle dotazioni di bordo)
L’articolo 54 del DM 146/2008 recita:

[…]
1. Le unità da diporto devono avere a bordo i mezzi di salvataggio individuali e collettivi e le dotazioni di sicurezza minimi indicati nell’allegato V in relazione alla navigazione effettivamente svolta.

[…]
3. I conduttori di tavole a vela, acquascooter e unita’ similari, nonché le persone trasportate, indossano permanentemente un mezzo di
salvataggio individuale, indipendentemente dalla distanza dalla costa in cui la navigazione si svolge.
[…]

Un SUP è assimilabile a windsurf, kitesurf e moto d’acqua? Difficile sostenerlo con certezza.

Per tavole a vela, acquascooter e unità similari una circolare del 2009 concede l’utilizzo del 50N
Punto 2) della circolare 18 marzo 2009 n. 4866 – Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti:
[…]
Per quanto concerne le cinture di salvataggio in conformità con la nuova normativa ISO:
a) sono consentiti dispositivi con i seguenti livelli prestazionali:
• Livello 100 conforme alla ISO 12402-4 e successivi emendamenti;
• Livello 150 conforme alla ISO 12402-3 e successivi emendamenti;
• Livello 275 conforme alla ISO 12402-2 e successivi emendamenti;
b) per le persone che svolgono attività sportive o ricreative, per le quali è obbligatorio indossare
permanentemente un dispositivo, oltre ai modelli di cui alla lettera a) è consentito anche l’utilizzo di
aiuti al galleggiamento con livello prestazionale 50 conforme alla ISO 12402-5 e successivi
emendamenti.

[…]

Non è chiaro se siamo assimilati alle tavole a vela e abbiamo la possibilità di utilizzare il 50N, ma se lo fossimo dovremmo indossare sempre l’aiuto al galleggiamento, anche entro i 300 metri da riva. Quindi il dubbio di non essere in regola rimane.

In Italia l’aiuto al galleggiamento da 50N per il SUP è una consolidata realtà in ambito sportivo ma è un fantasma normativo.

A molti questa “zona grigia” piace. Chi preferisce affidarsi al buon senso generale e alla responsabilità individuale apprezza l’attuale situazione normativa. Io preferirei un approccio diverso, più chiaro e semplice.

È ovunque cosi? No!

In Francia il regolamento sulla sicurezza della navigazione da diporto prevede l’utilizzo del 50N, permettendo a tavole con determinate lunghezza ( > 3,5m – 11’6″) e specifiche costruttive (rigido o gonfiabile a doppia camera) di spingersi fino a 2 miglia dalla costa. Il loro codice della navigazione prevede dotazioni di bordo specifiche per le imbarcazioni a remi (SUP, Kayak etc).
Una visione della realtà del diporto a remi molto più attuale della nostra, ben consapevole che un aiuto al galleggiamento sempre indossato e il leash allacciato danno maggiore sicurezza di un giubbotto da 100N tenuto sotto gli elastici, inutile se cadiamo improvvisamente in acqua.

Tabella riassuntiva del regolamento francese

Ecco il paradosso normativo: in Italia sembra obbligatorio il giubbotto da 100N ma a causa dello spessore della schiuma espansa che lo costituisce è impossibile tenerlo indossato durante l’attività sportiva, il suo ingombro su torace e addome rende difficoltoso pagaiare, complicato risalire sul SUP e impossibile nuotare.

È realmente utile in caso di incidenti marittimi perché garantisce galleggiabilità anche a chi non sa nuotare, mantenendone la faccia fuori dall’acqua in caso di perdita di coscienza. È questa la “ratio legis” che lo impone su tutte le imbarcazioni senza tener conto delle peculiarità dell’attività sportiva a remi sul SUP. Stessa “ratio” per il salvagente anulare, che serve a recuperare un uomo caduto in mare da una imbarcazione: su una tavola a remi spinta da una sola persona perde buona parte della sua logica presenza, ma è teoricamente obbligatorio superati i 300 metri da riva.

Per metterci al riparo da ogni contestazione potremmo utilizzare un lifejacket da 100-150N autogonfiabile ad attivazione manuale, da aprire solo in caso di reale necessità e situazione di pericolo. Non dà nessun sostegno durante una normale caduta in acqua dovuta a una banale perdita di equilibrio, ma se lo portiamo sotto le cinghie del SUP occupa poco spazio e tenuto indossato lascia molta più libertà di movimento.

Secondo paradosso: il paddler che naviga entro trecento metri da riva indossando un aiuto al galleggiamento è un lodevole esempio di prudenza, ma si trasforma in diportista sanzionabile appena li supera perché il suo giubbotto galleggiante non rispetta le richieste generiche del codice della navigazione?

Cosa fare quindi in caso di controllo da parte delle autorità competenti? Invocare il buon senso, nella speranza che continui l’attuale situazione di tolleranza. Solitamente vedere l’aiuto al galleggiamento indossato dà sufficiente tranquillità alla Guardia Costiera per passare oltre.

Terminato l’excursus normativo, nonostante non sia obbligatorio, il PFD 50N utilizzato entro i 300 metri da riva può risolvere situazioni complicate.
Con mare calmo, lago e condizioni flatwater ritengo un’ottima soluzione il PFD autogonfiabile manuale a marsupio. È leggero e compatto, si può indossare durante l’attività sportiva e non ostacola nel nuoto. Lo trovate nei negozi di articoli sportivi che trattano materiale da SUP, canoa e kayak. Per fare tre esempi: quello della Palm, Decathlon e Restube.

E per i cani?

Per loro vale il nostro buon senso. Il giubbotto galleggiante per cani è un sostegno importante in condizioni di onda e vento difficili. Ne abbiamo parlato in questi due articoli:

DOGSUP: ATTREZZATURA PER I CANI

DOGSPORTAL: GIUBBOTTO GALLEGGIANTE PER CANI, QUANDO USARLO

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