Parti e nomenclatura del SUP

Siete sbarcati nel mondo del DogSup e sfogliando i cataloghi vi imbattete in una terminologia oscura?

Vediamo alcuni di questi termini, ereditati dal mondo del surf, riferiti a una tavola Allround, la più adatta alla pratica del DogSup!

Lo “shaper” è l’artigiano che progetta, modella e dà forma alla tavola in funziona del suo utilizzo.

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Lo “shape” è la forma del SUP nel suo complesso.

Il profilo della tavola si chiama “outline”.

Top

Il top è la parte superiore della tavola e guardando l’outline dall’alto identifichiamo:

  • Nose 
  • Tail
  • Rail
  • Deck

Il deck è la zona piana della tavola su cui ci appoggiamo per pagaiare. E’ rivestito da un “pad” antiscivolo.

Il nose e il tail sono rispettivamente la parte anteriore (prua) e posteriore (poppa) del SUP, i rail sono i bordi.

Nose e tail: naso e coda. Proprio come i cani! 🙂

La superficie del pad è gradita ai cani. E’ morbida, confortevole e ha un ottimo grip per i loro polpastrelli. La mia tavola rigida da DogSup ideale dovrebbe avere il pad esteso fino al nose, dove il cane si posiziona abitualmente. In mancanza del pad devo applicare al nose un sistema antiscivolo adesivo.

Elementi costitutivi del SUP. Sul nose ho aggiunto un grip adesivo per il cane.

Diamo per scontato che il deck sia piatto ma l’evoluzione degli shape race ha trasformato questo concetto e a fianco della tavole “flatdeck” si moltiplicano gli shape “dugout” con una sezione del deck profondamente incassata tra i rail che abbassa il baricentro e aumenta la stabilità. Il “recessed deck” permette di ridurre la larghezza delle tavole incrementandone la velocità. E’ una realtà appannaggio del mondo agonistico e per i nostri amici pelosi è un elemento piuttosto ostile.

La conformazione di rail, nose e tail determina le doti di navigabilità insieme al bottom, la parte inferiore della tavola.

Bottom

La sezione del SUP a contatto con l’acqua in ambito nautico si chiama “opera viva”. Il bottom di ogni tavola è modellato in maniera diversa dallo shaper, presenta una o più concavità per incanalare l’acqua e forme a V per garantire direzionalità e controllo.

L’effetto di una V immersa in acqua lungo l’asse longitudinale è una maggiore direzionalità ma anche un maggiore rollio, con un più rapido passaggio da un rail all’altro durante i trasferimenti di carico sulle gambe, un minimo di instabilità che si traduce in reattività. Una o più concavità incanalano l’acqua aumentando velocità e scorrevolezza.

Ci sono shape che proprio in virtù dell’essere allround raccordano queste forme in diverse sezioni della tavola. Il Sup 11’2″x30″ delle fotografie in questo articolo è quello che uso con Watson e ha un profilo che passa dal monoconcavo del nose alla V del tail attraverso una sezione biconcava. Lo stesso marchio propone in catalogo tavole rigide adatte al primo approccio al SUP con dimensioni simili ma con un profilo totalmente diverso del bottom che prevede un’unica concavità centrale dal nose al tail, un’opera viva che ricorda il concetto nautico del catamarano, pensata per massimizzare la scorrevolezza garantendo una piattaforma molto stabile al paddler… e al cane!

Il bottom di un SUP allround utilizzabile con tre pinne tra le onde o con singola pinna centrale in acqua piatta. Si intuiscono concavità e V

Osservando il bottom, la parta nascosta di un SUP, salteranno all’occhio le vere differenze tra un hard board e un iSUP. Nei gonfiabili la parte a contatto con l’acqua è piatta, semplicemente appoggiata sulla sua superficie, nei rigidi la conformazione della carena le conferisce carattere e personalità e rende diversi shape che da lontano sembrano simili.

Scoop e rocker

Guardiamo la tavola lateralmente: la curvatura lungo l’asse longitudinale della tavola si chiama “scoop” (tra la parte centrale e il nose) e “rocker” (tra la parte centrale e il tail). Questa linea più o meno accentuata, specifica per ogni shape, contribuisce in maniera determinante al carattere della tavola, alla sua manovrabilità, scorrevolezza, attitudine alle onde o all’acqua piatta etc. La curvatura scoop-rocker è evidente nelle tavole rigide e meno nei gonfiabili. Scoop e Rocker vengono anche indicati con i sinonimi Nose kick e Tail kick o Nose rocker e Tail rocker. In alcuni casi tutta la curva viene semplicemente chiamata rocker.

La curvatura di un SUP rigido allround

Gli shape allround che non hanno perso la memoria dell’utilizzo wave mantengono un minimo di nose kick e un rocker morbido e progressivo che permette di affrontare le onde senza penalizzare troppo scorrevolezza e velocità. Gli allround orientati all’uso in acqua piatta hanno un rocker più piatto, lasciando una maggiore sezione dello shape a contatto con l’acqua.

L’arte dello shaper è la capacità di equilibrare tutte queste forme in funzione del loro utilizzo prevalente e del livello tecnico del paddler.

Pinne

Si inseriscono nelle scasse, alloggiamenti incassati nel bottom dei SUP rigidi o incollati alla superficie dei SUP gonfiabili. La scassa più utilizzata nei SUP rigidi e in alcuni gonfiabili per la pinna centrale è la “US Box” che permette di spostare la pinna di alcuni centimetri avanti o indietro, favorendo la manovrabilità o la direzionalità. Le pinne laterali hanno posizione fissa e si bloccano con delle piccole viti inox a brugola.

La pinna è un elemento fondamentale. Pagaiando senza pinna si ruota in continuazione ed è impossibile mantenere una direzione precisa. Inoltre essendo l’unico elemento del SUP immerso in profondità si oppone continuamente al rollio della tavola, contribuendo in maniera attiva alla stabilità.

La pinna è uno degli elementi che contrasta “l’effetto row” ossia la tendenza della tavola a dirigersi in direzione opposta al lato da cui state pagaiando. L’effetto row si limita migliorando la propria tecnica di pagaiata, aumentando la lunghezza della tavola e variando la forma della pinna. La pinna classica da SUP allround si può sostituire con una pinna touring se le vostre escursioni hanno rotte prevalentemente rettilinee. La pinna è intercambiabile nei SUP con scassa US Box, in molti gonfiabili la pinna stardard non è sostituibile.

Quattro diverse pinne centrali per scassa US Box

Esistono varie configurazioni:

  • 4 pinne ( detta quadfin tipica dei SUP wave)
  • 3 pinne (detta trifin o thruster, propria dei SUP wave e degli allround orientati all’onda)
  • 2 pinne (montate su alcuni SUP gonfiabili da viaggio, riducono le dimensioni della tavola ripiegata nella sacca)
  • 1 pinna (detta single fin, che caratterizza i SUP allround touring e race)

Nella famiglia di tavole rigide allround è molto diffusa la configurazione thruster in cui potremo decidere se montare solo la pinna centrale per fare cruising o anche le laterali per affrontare qualche onda. Nei SUP gonfiabili la configurazione più tipica prevede due pinne laterali in gomma piccole e fisse e una pinna centrale più lunga smontabile. Questo sistema obbliga di fatto ad avere sempre la configurazione trifin ma qualora troviate un gonfiabile allround single fin e abbiate intenzione di usarlo per il cruising, andrà benissimo! 

Perché parlare di tutto questo nel DogSup?

Perché la presenza del cane sulla tavola estremizza le caratteristiche dello shape!

Il cane sul nose sposta il baricentro dei pesi sulla tavola modificandone il comportamento ad ogni singola pagaiata

Una tavola reattiva e manovriera con un cane molto vivace è più difficile da gestire di un SUP con uno shape stabile e piatto sull’acqua, con rocker poco accentuato, nose e tail larghi e arrotondati e un’ampia sezione con rail paralleli. Un deck piatto è una superficie comoda per la permanenza del cane. D’altra parte se avete una certa confidenza con il SUP potete scegliere uno shape più reattivo che permette manovre in spazi più stretti e maggiore velocità.

Fatta la prima esperienza con i SUP gonfiabili è naturale pensare ad arricchire il set di tavole a disposizione del paddler (in inglese “quiver”). Ora avete qualche elemento in più da valutare per portarvi a casa la prossima tavola 🙂

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