Il SUP come luogo sicuro: primo approccio al dogsup

Prima di affrontare le tecniche di approccio del cane allo stand up paddling voglio mettere in luce un aspetto fondamentale del DogSup

Il cane deve percepire la tavola come luogo sicuro.

Non deve sentirsi in pericolo, non deve sentirsi costretto, deve stare bene.

DEVE FARE CIO’ CHE LO FA STARE BENE. 

Curry e Sonia

In linea teorica nessuno meglio del conduttore dovrebbe saper leggere i segnali di nervosismo, ansia, paura del proprio cane.

La realtà mi ha fatto osservare che in molte occasioni le aspettative umane sovrastano i tentativi di comunicazione del cane e il suo linguaggio viene cancellato dall’apprensione di chi dovrebbe ascoltarlo.

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Primo approccio al dogsup

L’essere umano viaggia con il cronometro inserito, con la fretta che gli corre dietro; l’essere cane viaggia nel proprio tempo che si dilata e si contrae in base alle sue esigenze e alle sue percezioni, senza aspettative, senza sapere cosa gli verrà proposto; è come arrivare ad un pranzo senza il menù, l’entusiasmo vien mangiando solo se si mangia bene. 

Di fronte ad una esperienza nuova un passo corto può essere molto lungo. Amare il vostro cane significa concedergli il tempo che necessita per metabolizzare il movimento della tavola, per non farsi innervosire dal rollio, per passare da una sensazione di stabilità ad una di continuo movimento a filo dell’acqua.

Il cane che pratica DogSup deve saper nuotare, ma rimanere in equilibrio sulla tavola non ha nulla a che vedere con il nuoto.

Sarete voi la chiave di volta del sistema, il cane si rivolgerà a voi per chiedervi la tranquillità che gli manca; questo si tradurrà in una carezza, in un abbraccio, in un tuffo, in un salto sul pontile per tornare sulla terra ferma.

Allora, si va?

Dopo l’approccio iniziale il cane salirà sulla tavola da solo perché è una esperienza piacevole e appagante. Il primo obiettivo è sempre il suo benessere.

Per iniziare con il piede giusto cane e conduttore devono essere dotati di buona acquaticità.

Non serve essere campioni di nuoto ma bisogna vedere l’universo fluido come un luogo familiare.

Infine la temperatura dell’acqua deve essere proporzionata alle caratteristiche fisiche del cane: se 10°C sono accettabili per un labrador adulto in buona salute abituato all’acqua fredda, la stessa temperatura può mandare in ipotermia cani leggeri senza sottopelo in pochi minuti. Il benessere per alcune razze comincia dal termometro.


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