Dogsup Rescue: un eccellente strumento per soccorso

E’ veloce, non traumatico, leggero da trasportare. Consente di raggiungere e mettere in sicurezza rapidamente uno o più pericolanti adattandosi a molteplici scenari operativi.

Dogsup Rescue
Dogsup Rescue

Lo Stand Up Paddle e il dogsup sono un eccellente strumento per il soccorso acquatico.

Il corso di SUPRESCUE è una estensione del brevetto da Assistente bagnanti.

Apprese le tecniche basi del salvataggio il bagnino unisce la pratica dello Stand Up Paddling a quello del soccorso in mare. 

L’unità cinofila da soccorso acquatico può integrare la sua realtà addestrativa già di per sé complicata con l’utilizzo dello Stand Up Paddle. Il percorso prevede step fondamentali: l’assistente bagnanti-unità cinofila deve sapersi muovere con tavola e pagaia, imparare  ad usare il SUP come rescue-board, insegnare al cane ad andare sulla tavola insieme a lui e infine creare una squadra operativa cane/conduttore che si muove e lavora con il SUP. 

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E’ un’attività in cui convergono competenze diverse e diversificate, sportiva, professionale, cinofila. 

I SUP RESCUE sono tavole strette e lunghe dotate di maniglie lungo tutto il perimetro e con il pad antiscivolo che si estende per buona parte del deck. La lunghezza compresa tra 10’8” e 12” e la larghezza tra 28” e 30” ne permettono l’utilizzo in piedi con la pagaia o sdraiati spingendosi con le braccia. La larghezza ridotta permette la manovra di ribaltamento con cui si può caricare sulla tavola una persona non cosciente. Le maniglie oltre a rappresentare un rapido appiglio per chi si trova in difficoltà trasformano il SUP in una barella di emergenza.

Nel soccorso da riva il cane ha il fondamentale compito del traino della tavola, può seguire a nuoto il conduttore che gli affiderà la cima di prua dopo aver recuperato il pericolante con il SUP.

Per questo tipo di lavoro il RESCUE SUP deve essere dotato di un anello sotto il nose a cui legare la cima per il traino che dev’essere sufficientemente lunga da impedire che la tavola spinta dall’onda o dal vento possa salire sul cane che la traina.

Evitate di usare la treccia galleggiante arancione solitamente accoppiata ai salvagente; quando va in trazione è scivolosa da trattenere per la bocca del cane e il nodo fatto sull’anello tende a sciogliersi.

Scegliete una cima galleggiante più morbida da 7-8mm di diametro, in polietilene o polipropilene. Il traino tramite l’anello sotto il nose evita l’ingavonamento della prua (l’affondamento della punta nell’onda), problema che può sorgere attaccandosi alle maniglie sul deck. 

Il RESCUE SUP si presta benissimo al pattugliamento dal mare e all’assistenza durante manifestazioni e gare di nuoto nei laghi.

La posizione rialzata del paddler assicura ampio spazio visivo e controllo a 360 gradi; la tavola può avvicinarsi molto più ai nuotatori di quanto possa fare un’imbarcazione a motore e assicura un rapido appiglio a chiunque sia in difficoltà. Il cane rimane in attesa di mettersi al lavoro rimanendo sul deck, pronto al traino della tavola o al recupero di una persona.

La difficoltà maggiore per l’unità cinofila è adattarsi alle lunghe permanenze sulle tavole di larghezza ridotta. Per il cane da salvataggio il vero limite è la sua mole. Il tipico RESCUE SUP 12’x28”  è troppo stretto per cani di taglia grande. Pagaiare in piedi in scenario operativo con un terranova sul nose è come far sedere un elefante su uno sgabello pretendendo che stia comodo: può essere un esercizio o attività ricreativa, ma non soccorso.

I corsi per operatore SUPRESCUE si stanno diffondendo in tutta Italia e sono organizzati da SNS – Società Nazionale di Salvamento, FIN – Federazione Italiana Nuoto, FISA – Federazione Italiana Salvamento Acquatico.

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